È in discussione in Parlamento il «pacchetto sicurezza», che cancella il cosiddetto divieto di segnalazione degli immigrati irregolari da parte del personale sanitario alle autorità giudiziarie. Quel divieto di segnalazione introdotto nell’ordinamento italiano voleva riconoscere un diritto inalienabile, riconosciuto alla persona prima che al cittadino, perfettamente in linea con l’articolo 32 della Costituzione italiana che garantisce cure gratuite agli indigenti e tutela così il rispetto della persona umana. Ma la modifica introdotta dall’emendamento, se approvata, oltre che inutile, risulterà dannosa e pericolosa. Inutile perché non ridurrà l’immigrazione irregolare, rendendo sempre più invisibile una popolazione che sfugge a ogni forma di tutela sanitaria; non produrrà risparmi poiché un ritardo di accesso alle cure comporterà interventi più complessi e quindi costosi; potrà produrre organizzazioni sanitarie parallele al di fuori dei sistemi di controllo.
Gli scenari ipotizzabili saranno quindi segnati dal rischio di «bambini senza vaccinazioni, donne con gravidanze non tutelate, aborti clandestini, uomini che nasconderanno incidenti sul lavoro». Dal punto di vista giuridico poi, se considerata alla luce dell’introduzione del reato di clandestinità, si apre uno scenario di grande aleatorietà, perché vi sarà chi riterrà obbligatoria la denuncia, chi la riterrà facoltativa, chi riterrà che l’omessa denuncia di questi reati comporti l’applicabilità del Codice penale nei confronti del personale sanitario.
Così come anche nelle più sanguinose guerre resta un briciolo di ragione che permette di aprire «corridoi umanitari per consentire l’elementare esercizio della solidarietà e della vicinanza ai più fragili», anche in una comunità moderna e civile (e in pace) l’accesso alle cure debba costituire ovunque e sempre un’area protetta di solidarietà e umanità.
www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it
lunedì 30 marzo 2009
sabato 28 marzo 2009
domenica 22 marzo 2009
"SOFTWARE LIBERO" A CASA, A SCUOLA E IN COMUNE? PER RISPARMIARE, OLTRE CHE PER SCELTA
La pubblica amministrazione italiana paga all'azienda Microsoft ogni anno almeno 680.000.000 di euro in licenza software. Per tagliare i costi basterebbe far ricorso al software libero e open source, ma pochi cittadini conoscono questa risorsa.
Della pubblica amministrazione fanno parte un terzo di quelli che Microsoft definisce "grandi clienti" che costituiscono il 20% del suo fatturato. Il Comune di Firenze, per esempio, dal 2000 al 2006 ha rispamato 150.000 euro in licenze, grazie all'installazione di server Linux negli uffici. Lo stesso consiglio comunale ha approvato una mozione che prevede l'obbligo di motivare la scelta dell'ordine di acquisto dei software.
I comuni altoatesini hanno risparmiato 600.000 euro nel momento dell'acquisizione dei software, e fino a 1,2 milioni in cinque anni, compresi i costi di mantenimento. Anche la Regione Sardegna si avvia a svincolare l'estrazione e l'archivio dei dati dalle limintazioni derivanti da licenze, copyright o brevetti. Oltre ad essere gratuiti, i software liberi permettono di svincolarsi dal ciclo di continui "update" che costringono a costosi aggiornamenti, ogni volta che sul mercato arriva una nuova edizione.
Secondo la capagna Sbilanciamoci la pubblica amministrazione potrebbe risparmiare circa 2 miliardi di euro adottando software liberi.
Ma senza andare lontano, tutte le Scuole del II Circolo Didattico di Trezzano sono già in rete con la suite d'ufficio Open Office, per iniziativa di alcune maestre. Quello che sembra così difficile, è diventato possibile grazie alla volontà comune. E a questo punto non ci rimane altro che invitare i bravi professionisti del nostro CED a prendere in considerazione questa strada, che altri prima di noi hanno intrapreso con successo e risparmio. E lo stesso vale per i privati e per le scuole. Non c'è che da guadagnare.
Verdi per la Pace di Trezzano
Della pubblica amministrazione fanno parte un terzo di quelli che Microsoft definisce "grandi clienti" che costituiscono il 20% del suo fatturato. Il Comune di Firenze, per esempio, dal 2000 al 2006 ha rispamato 150.000 euro in licenze, grazie all'installazione di server Linux negli uffici. Lo stesso consiglio comunale ha approvato una mozione che prevede l'obbligo di motivare la scelta dell'ordine di acquisto dei software.
I comuni altoatesini hanno risparmiato 600.000 euro nel momento dell'acquisizione dei software, e fino a 1,2 milioni in cinque anni, compresi i costi di mantenimento. Anche la Regione Sardegna si avvia a svincolare l'estrazione e l'archivio dei dati dalle limintazioni derivanti da licenze, copyright o brevetti. Oltre ad essere gratuiti, i software liberi permettono di svincolarsi dal ciclo di continui "update" che costringono a costosi aggiornamenti, ogni volta che sul mercato arriva una nuova edizione.
Secondo la capagna Sbilanciamoci la pubblica amministrazione potrebbe risparmiare circa 2 miliardi di euro adottando software liberi.
Ma senza andare lontano, tutte le Scuole del II Circolo Didattico di Trezzano sono già in rete con la suite d'ufficio Open Office, per iniziativa di alcune maestre. Quello che sembra così difficile, è diventato possibile grazie alla volontà comune. E a questo punto non ci rimane altro che invitare i bravi professionisti del nostro CED a prendere in considerazione questa strada, che altri prima di noi hanno intrapreso con successo e risparmio. E lo stesso vale per i privati e per le scuole. Non c'è che da guadagnare.
Verdi per la Pace di Trezzano
Petizione contro la bozza di legge Orsi sulla totale liberalizzazione della caccia
Se AMATE l'ambiente vi invitiamo a
firmare questa petizione.
La bozza di Disegno di Legge del senatore Franco Orsi: una lista di vergogne senza fine!
Dal Senato della Repubblica parte in questi giorni uno dei più gravi attacchi alla Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra stessa sicurezza: una bozza di disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia. E' firmato dal senatore Franco Orsi (PDL), relatore incaricato di predisporre un testo base unificato, in seno alla Commissione Territorio/Ambiente del Senato di una dozzina di altri ddl "spara-tutto", già depositati l'anno scorso, prevalentemente da parlamentari del PDL e della Lega. Animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle aree protette, possibili abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e tante altre nefandezze. La legge 157/1992, l'unica legge che in parte tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese, sta per essere fatta a pezzi.
Firmate la petizione per stoppare questo scempio!
GRAZIE!
La bozza di Disegno di Legge del senatore Franco Orsi: una lista di vergogne senza fine!
Dal Senato della Repubblica parte in questi giorni uno dei più gravi attacchi alla Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra stessa sicurezza: una bozza di disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia. E' firmato dal senatore Franco Orsi (PDL), relatore incaricato di predisporre un testo base unificato, in seno alla Commissione Territorio/Ambiente del Senato di una dozzina di altri ddl "spara-tutto", già depositati l'anno scorso, prevalentemente da parlamentari del PDL e della Lega. Animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle aree protette, possibili abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e tante altre nefandezze. La legge 157/1992, l'unica legge che in parte tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese, sta per essere fatta a pezzi.
Firmate la petizione per stoppare questo scempio!
GRAZIE!
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