domenica 22 marzo 2009

"SOFTWARE LIBERO" A CASA, A SCUOLA E IN COMUNE? PER RISPARMIARE, OLTRE CHE PER SCELTA

La pubblica amministrazione italiana paga all'azienda Microsoft ogni anno almeno 680.000.000 di euro in licenza software. Per tagliare i costi basterebbe far ricorso al software libero e open source, ma pochi cittadini conoscono questa risorsa.

Della pubblica amministrazione fanno parte un terzo di quelli che Microsoft definisce "grandi clienti" che costituiscono il 20% del suo fatturato. Il Comune di Firenze, per esempio, dal 2000 al 2006 ha rispamato 150.000 euro in licenze, grazie all'installazione di server Linux negli uffici. Lo stesso consiglio comunale ha approvato una mozione che prevede l'obbligo di motivare la scelta dell'ordine di acquisto dei software.
I comuni altoatesini hanno risparmiato 600.000 euro nel momento dell'acquisizione dei software, e fino a 1,2 milioni in cinque anni, compresi i costi di mantenimento. Anche la Regione Sardegna si avvia a svincolare l'estrazione e l'archivio dei dati dalle limintazioni derivanti da licenze, copyright o brevetti. Oltre ad essere gratuiti, i software liberi permettono di svincolarsi dal ciclo di continui "update" che costringono a costosi aggiornamenti, ogni volta che sul mercato arriva una nuova edizione.
Secondo la capagna Sbilanciamoci la pubblica amministrazione potrebbe risparmiare circa 2 miliardi di euro adottando software liberi.

Ma senza andare lontano, tutte le Scuole del II Circolo Didattico di Trezzano sono già in rete con la suite d'ufficio Open Office, per iniziativa di alcune maestre. Quello che sembra così difficile, è diventato possibile grazie alla volontà comune. E a questo punto non ci rimane altro che invitare i bravi professionisti del nostro CED a prendere in considerazione questa strada, che altri prima di noi hanno intrapreso con successo e risparmio. E lo stesso vale per i privati e per le scuole. Non c'è che da guadagnare.

Verdi per la Pace di Trezzano

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